TECARTERAPIA: FUNZIONA DAVVERO? COSA DICE LA SCIENZA
Aggiornamento: 24 ott

VUOI INIZIARE A LAVORARE SUL TUO MAL DI SCHIENA?
Se soffri di mal di schiena o vuoi migliorare il modo in cui ti muovi, puoi scoprire i miei programmi di esercizio con video tutorial, schede PDF e guide pratiche, pensati per aiutarti a svolgere gli esercizi in modo più semplice e organizzato.
Se invece desideri un percorso personalizzato, puoi contattarmi per valutare le possibilità di lavoro in presenza o a distanza, in base alle tue esigenze e agli obiettivi che vuoi raggiungere.
CONTATTAMI PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCANDO QUI SOTTO:
La tecarterapia funziona davvero contro il dolore muscolo-scheletrico oppure i suoi benefici sono sopravvalutati?
È una domanda che molti si pongono quando soffrono di mal di schiena, cervicalgia, tendinopatie o dolori muscolari. La tecarterapia è una delle terapie strumentali più conosciute in fisioterapia e viene spesso proposta per ridurre il dolore, favorire il recupero e migliorare la mobilità .
Ma cosa dicono realmente gli studi scientifici? E, soprattutto, come si confronta con l'esercizio terapeutico e il movimento?
In questo articolo analizziamo le principali evidenze scientifiche disponibili, distinguendo ciò che sappiamo da ciò che deve ancora essere dimostrato.
CHE COSA'E' LA TECARTERAPIA E A COA SERVE?
La tecarterapia, chiamata anche TECAR o Transfer Energy Capacitive and Resistive, è una modalità di trattamento che utilizza energia elettromagnetica per produrre effetti termici nei tessuti.
Il trattamento viene generalmente effettuato attraverso un dispositivo che trasferisce energia mediante un elettrodo applicato sulla cute. A seconda delle impostazioni e della modalità utilizzata, può essere generato un riscaldamento dei tessuti.
La tecarterapia viene impiegata soprattutto nell'ambito dei disturbi muscolo-scheletrici, per esempio:
Mal di schiena e dolore cervicale.
Dolori muscolari e rigidità .
Tendinopatie.
Disturbi articolari.
Recupero dopo alcuni traumi sportivi.
Tra gli effetti ricercati ci sono la riduzione temporanea del dolore, il miglioramento della tolleranza al movimento e la sensazione di maggiore mobilità .
È importante, però, distinguere tra gli effetti fisiologici prodotti da un trattamento e la dimostrazione di un beneficio clinico significativo. Il fatto che una tecnica produca calore o modifichi temporaneamente la percezione del dolore non dimostra automaticamente che acceleri la guarigione o risolva la causa del problema.
TECARTERAPIA: COSA DICONO GLI STUDI SCIENTIFICI?
Per capire quanto sia efficace la tecarterapia, è necessario andare oltre le testimonianze personali e analizzare gli studi clinici.
1. La revisione sistematica sulla tecarterapia
Una revisione sistematica pubblicata nel 2020 ha esaminato gli studi sull'utilizzo della terapia a trasferimento energetico capacitivo-resistivo nei disturbi muscolo-scheletrici.
Gli autori hanno individuato 13 studi, di cui 9 randomizzati.
I risultati suggerivano possibili benefici su alcuni sintomi e parametri funzionali. Tuttavia, gli studi presentavano limiti metodologici e differenze nei protocolli di trattamento, nelle patologie considerate e negli esiti misurati.
Questo significa che i risultati sono interessanti, ma non consentono di concludere che la tecarterapia sia efficiente in modo uniforme per qualsiasi disturbo muscolo-scheletrico.
Fonte scientifica:Â Beltrame et al. (2020), revisione sistematica sulla terapia capacitiva-resistiva.
2. Una meta-analisi più ampia sulle diatermie elettromagnetiche
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 ha esaminato l'efficacia delle diatermie elettromagnetiche nei disturbi muscolo-scheletrici, includendo diverse modalità di trattamento.
L'analisi ha rilevato risultati potenzialmente favorevoli per alcuni esiti clinici, ma con importanti differenze tra gli studi e una qualità delle prove non sempre elevata.
Attenzione: questa revisione non riguarda esclusivamente la tecarterapia. I suoi risultati non devono quindi essere interpretati come una dimostrazione definitiva dell'efficacia di ogni dispositivo TECAR.
Fonte scientifica:Â Pollet et al. (2023), The Efficacy of Electromagnetic Diathermy for the Treatment of Musculoskeletal Disorders.
3. Una meta-analisi specifica sulla terapia capacitiva e resistiva
Un'altra revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata nel 2023, ha valutato gli effetti della terapia capacitiva e resistiva sul dolore muscolo-scheletrico.
I risultati aggregati hanno indicato una possibile riduzione del dolore. Tuttavia, gli studi inclusi erano eterogenei: i risultati variavano sensibilmente in funzione delle condizioni trattate, dei protocolli e dei confronti utilizzati.
L'elevata eterogeneità statistica rende più difficile stabilire quanto sia prevedibile il beneficio per il singolo paziente e quanto sia grande il vantaggio rispetto ad altri interventi.
In altre parole, esistono risultati promettenti, ma non prove sufficienti per considerare la tecarterapia una soluzione universalmente efficace.
Fonte scientifica: Effects of Transfer Energy Capacitive and Resistive on Musculoskeletal Pain: A Systematic Review and Meta-Analysis (2023).
QUINDI, LA TECARTERAPIA FUNZIONA OPPURE NO?
La risposta scientificamente più corretta è questa: la tecarterapia può offrire benefici in alcune situazioni, ma le prove disponibili non permettono di attribuirle un'efficacia certa e generalizzabile a tutti i disturbi muscolo-scheletrici.
È altrettanto importante evitare l'errore opposto: non sarebbe corretto affermare che la tecarterapia non funziona mai o che sia sempre inutile.
Per valutare un trattamento bisogna chiedersi:
Quanto migliora il dolore rispetto a un trattamento di confronto?
Il miglioramento è clinicamente rilevante oppure soltanto statisticamente significativo?
Il beneficio dura nel tempo?
Migliorano anche la forza, la mobilità , la capacità di svolgere le attività quotidiane e la partecipazione allo sport?
Il trattamento offre vantaggi aggiuntivi rispetto a un programma di esercizio ben strutturato?
Queste domande sono fondamentali, perché ridurre temporaneamente un sintomo non equivale necessariamente a recuperare la capacità di svolgere le attività che prima risultavano difficili.
MAL DI SCHIENA: PERCHE' L'ESERCIZIO TERAPEUTICO E' COSI' IMPORTANTE

Prendiamo come esempio uno dei disturbi più comuni: il mal di schiena.
Una persona con lombalgia può ricevere un trattamento passivo e riferire una riduzione del dolore dopo la seduta. Questo risultato può essere utile, soprattutto se permette di muoversi con maggiore tranquillità .
Ma cosa succede quando il paziente torna a lavorare, sollevare pesi, camminare, fare le scale o riprendere l'attività sportiva?
Per affrontare queste esigenze non basta concentrarsi esclusivamente sul sintomo: è importante recuperare e sviluppare le capacità necessarie per affrontare le attività quotidiane.
L'esercizio terapeutico può comprendere, in base alla persona e al problema:
Esercizi di mobilità e movimento.
Allenamento progressivo della forza.
Esercizi per migliorare la tolleranza ai carichi.
Attività aerobica, come camminare o andare in bicicletta.
Progressioni specifiche per tornare al lavoro o allo sport.
Non esiste un unico esercizio adatto a tutti. La scelta dipende dalla valutazione iniziale, dai sintomi, dalle capacità della persona, dagli obiettivi e dalla risposta al carico.
L'obiettivo è costruire un percorso progressivo che aiuti il paziente a recuperare funzione e autonomia, non semplicemente a ottenere sollievo per qualche ora.
COSA DICONO LE PROVE SCIENTIFICHE SULL'ESERCIZIO PER IL MAL DI SCHIENA?
Le evidenze a sostegno dell'esercizio terapeutico sono particolarmente solide per la lombalgia cronica, anche se i risultati variano in funzione del tipo di esercizio, della popolazione studiata e del trattamento di confronto.
Una revisione Cochrane pubblicata nel 2021 ha analizzato 249 studi, per un totale di 24.486 partecipanti, sull'esercizio per la lombalgia cronica.
Rispetto alle cure abituali, al placebo o all'assenza di trattamento, l'esercizio ha prodotto in media un miglioramento del dolore di circa 15 punti su 100. Rispetto ad altri trattamenti conservativi, il beneficio medio è risultato più contenuto.
Questo dato è importante: l'esercizio è utile, ma non significa che ogni programma sia superiore a qualsiasi altro trattamento o che funzioni allo stesso modo per tutte le persone.
Fonte scientifica:Â Hayden et al. (2021), Exercise therapy for chronic low back pain.
Anche le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla lombalgia cronica primaria includono l'esercizio strutturato tra gli interventi che possono essere proposti nell'ambito di una gestione personalizzata.
Fonte:Â World Health Organization (2023), WHO guideline for non-surgical management of chronic primary low back pain in adults.
Queste raccomandazioni non dimostrano che l'esercizio sia sempre superiore alla tecarterapia in un confronto diretto. Indicano, però, che l'attività fisica strutturata ha un ruolo riconosciuto nella gestione della lombalgia cronica.
L'ESERCIZIO PUO' AIUTARE ANCHE A PREVENIRE NUOVI EPISODI DI MAL DI SCHINEA?

Il movimento non è importante soltanto quando il dolore è già presente.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su JAMA Internal Medicine nel 2016 ha valutato strategie per prevenire gli episodi di lombalgia.
I risultati hanno indicato che l'esercizio associato all'educazione può ridurre il rischio di nuovi episodi di mal di schiena. Gli autori hanno stimato una riduzione relativa del rischio del 45% nel breve periodo e del 27% nel lungo periodo, con una maggiore incertezza per i risultati a lungo termine.
Questi numeri non significano che l'allenamento possa prevenire ogni episodio di dolore. Mostrano, piuttosto, che intervenire con attività fisica ed educazione può essere una strategia utile per ridurre il rischio in determinati contesti.
Fonte scientifica:Â Steffens et al. (2016), Prevention of Low Back Pain: A Systematic Review and Meta-analysis.
TECARTERAPIA ED ESERCIZIO TERAPEUTICO: DEVONO ESSERE MESSI IN CONTRAPPOSIZIONE?
Non necessariamente.
La questione non è stabilire che ogni terapia passiva sia inutile e che basti fare esercizio per risolvere qualsiasi problema.
Un trattamento strumentale può essere preso in considerazione come supporto, se appropriato al caso specifico e se produce un beneficio utile per la persona.
Il punto fondamentale è evitare che il trattamento passivo diventi l'unica strategia utilizzata, soprattutto quando il problema richiede un recupero progressivo della forza, della mobilità e della capacità di tollerare le attività quotidiane.
Per esempio, se una persona con mal di schiena riesce a muoversi più facilmente dopo un trattamento, quel miglioramento può essere sfruttato per introdurre esercizi adeguati e aumentare gradualmente il livello di attività .
In questo modo, il trattamento non viene considerato un'alternativa automatica al movimento, ma un eventuale supporto all'interno di un percorso più ampio.
La priorità deve essere stabilita sulla base delle condizioni della persona, delle evidenze disponibili e degli obiettivi funzionali.
IL RUOLO DEL CHINESIOLOGO NEL PERCORSO DI RECUPERO

Un percorso di esercizio efficace non consiste semplicemente nel consegnare una scheda con alcuni esercizi.
È importante capire da dove parte la persona, quali movimenti tollera, quali attività desidera recuperare e come risponde ai carichi nel corso delle sedute.
Il chinesiologo può contribuire, nell'ambito delle proprie competenze, alla valutazione delle capacità motorie e alla programmazione dell'attività fisica e dell'esercizio adattato agli obiettivi della persona.
Un programma ben organizzato può prevedere:
Valutazione iniziale: raccolta delle informazioni, analisi delle capacità motorie e definizione degli obiettivi.
Scelta degli esercizi: selezione delle attività più adatte alle esigenze e alle capacità individuali.
Progressione dei carichi: incremento graduale della difficoltà in base alla risposta della persona.
Monitoraggio:Â verifica dei progressi e adattamento del programma.
Autonomia: sviluppo della capacità di gestire l'attività fisica nel tempo.
Quando il dolore è persistente, intenso, in peggioramento o associato a sintomi che richiedono approfondimenti, è importante rivolgersi al professionista sanitario appropriato. L'esercizio deve essere scelto in modo coerente con il quadro clinico e non sostituisce gli accertamenti o i trattamenti necessari.
CONCLUSIONI: VALE LA PENA FARE LA TECARTERAPIA?
La tecarterapia è una tecnica utilizzata in ambito muscolo-scheletrico e alcuni studi suggeriscono possibili benefici sul dolore. Tuttavia, la qualità e l'eterogeneità delle prove non consentono di considerarla una soluzione efficace per qualsiasi problema o di affermare che acceleri sempre il recupero.
Per la lombalgia cronica, l'esercizio terapeutico dispone di un supporto scientifico significativo ed è incluso nelle principali raccomandazioni per la gestione del problema. Può contribuire a migliorare il dolore e la funzione e, in alcuni contesti, a ridurre il rischio di nuovi episodi.
La scelta più ragionevole non è affidarsi a una singola tecnica nella speranza che risolva tutto, ma costruire un percorso individualizzato, basato sulle evidenze, sugli obiettivi e sulle esigenze della persona.
Il vero obiettivo non è soltanto sentire meno dolore dopo una seduta: è recuperare la capacità di muoversi, allenarsi e affrontare la vita quotidiana con maggiore fiducia e autonomia.
VUOI INIZIARE A LAVORARE SUL TUO MAL DI SCHIENA?
Se soffri di mal di schiena o vuoi migliorare il modo in cui ti muovi, puoi scoprire i miei programmi di esercizio con video tutorial, schede PDF e guide pratiche, pensati per aiutarti a svolgere gli esercizi in modo più semplice e organizzato.
Se invece desideri un percorso personalizzato, puoi contattarmi per valutare le possibilità di lavoro in presenza o a distanza, in base alle tue esigenze e agli obiettivi che vuoi raggiungere.
CONTATTAMI PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCANDO QUI SOTTO:





Commenti